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Armundia TalkInn 2019: digital enabler
NEL TERZO PANEL, Innovazione “nativa”: dai processi interni ai livelli di competenza
Alla terza e ultima tavola rotonda del TalkInn 2019 “Innovazione nativa digitale:processi, organizzazione aziendale, livelli di competenza” sono intervenuti Moreno Ferrario, Sales Manager LinkedIn Italia, Leopoldo Gasbarro, Direttore Responsabile Wall Street Italia e Vincenzo Tortorici, Senior Partner Boston Consulting Group.
Moreno Ferrario ha aperto il suo intervento evidenziando come la digital transformation stia ridefinendo anche i profili richiesti nel settore finanziario: “Con l’evoluzione digitale, cresce la domanda di professionisti con competenze specifiche in ambito finance. Oggi, un professionista su due ha un profilo attivo sulla nostra piattaforma, a conferma di un mercato del lavoro in continua trasformazione. L’innovazione sta modificando profondamente il business, e questo si riflette inevitabilmente sulle persone: le banche e le assicurazioni hanno bisogno di risorse con skill digitali avanzate, capaci non solo di adattarsi, ma anche di guidare il cambiamento. Parliamo spesso di tecnologia e sistemi – ed è giusto così – ma ciò che emerge chiaramente dalle nostre analisi è che anche i CEO riconoscono che la vera leva competitiva, ciò che distingue le aziende di successo, sono le persone. Nel settore finance, in particolare, la ricerca si concentra sempre più su competenze legate all’analisi e all’interpretazione dei dati: saperli leggere, trasformarli in insight e poi in business. Tuttavia, queste figure sono ancora difficili da reperire.”
Vincenzo Tortorici ha evidenziato come anche il ruolo del consulente sia coinvolto nella trasformazione in atto: “Il consulente resta una figura centrale, ma la rivoluzione tecnologica lo riguarda da vicino. Il cambiamento è in corso e impatta progressivamente le risorse, così come i comportamenti dei consumatori. È riduttivo, però, pensare che le filiali siano vuote: i clienti continuano a desiderare un’interazione reale con la banca. In questo scenario, l’ottimizzazione dei costi diventa una priorità. Serve ripensare i processi, eliminare il cartaceo e ridurre al minimo le attività manuali, anche per contenere il rischio operativo. Stiamo andando verso un modello di consulenza più evoluto, in cui il professionista deve saper leggere i dati, usare la tecnologia in modo intelligente e sviluppare soluzioni su misura. Le banche sono alla ricerca di profili in grado di digitalizzare il customer journey e anticipare i bisogni dei clienti — ma queste competenze sono ancora difficili da trovare.”
Leopoldo Gasbarro è intervenuto ribadendo il ruolo insostituibile del fattore umano nell’evoluzione della banca: “La tecnologia è fondamentale, ma non può sostituire il valore della relazione. È impensabile che il lavoro del bancario resti lo stesso, ma altrettanto sbagliato immaginare che si trasformi in un tecnico puro. Una nostra recente indagine lo conferma: ai clienti non interessa la certificazione, ma la capacità di entrare in empatia, di spiegare in modo semplice e chiaro. La competenza finanziaria è data per acquisita; ciò che fa davvero la differenza è la fiducia. Il cambiamento in corso è profondo e va raccontato con un linguaggio accessibile. Per questo, serve elevare le competenze relazionali di chi lavora in prima linea con le persone.”